Prevenzione del Cyberbullismo (Cyberbullying)

Consigli per i Genitori

Come proteggersi dai rischi delle nuove tecnologie

Internet e le sue applicazioni consentono, sotto molti aspetti, un miglioramento nella vita delle persone ma, allo stesso tempo, possono rappresentare una minaccia ed essere vissuti da molti come strumenti difficilmente controllabili. E’ necessario che i genitori siano consapevoli dei pericoli potenziali insiti nella rete e capaci di diffondere presso i ragazzi un uso responsabile della rete.

E’ importante stabilire alcune regole base:

• non dare informazioni personali, quali nome, indirizzo, numero di telefono, età, razza, nome e località della scuola.

• Non condividere le password, neanche con gli amici. 

• Non accettare un incontro di persona con qualcuno conosciuto on line.

• Non rispondere a messaggi che suscitino disagio. Meglio ignorare il mittente e riferire quanto accaduto immediatamente ai genitori o a un adulto di riferimento.

Le nuove tecnologie possono portare ad un uso distorto ed improprio per colpire intenzionalmente persone indifese. E’ importante che i genitori indichino come inaccettabili comportamenti quali:

• usare un linguaggio offensivo o mandare messaggi volgari on line.

• Pubblicare fotografie, video o informazioni private della vittima.

• Spargere maldicenze attraverso messaggi di testo con il cellulare o con la posta elettronica.

E’ necessario spiegare che questi comportamenti sono azioni delinquenziali perseguibili per legge e, soprattutto, insegnare e rinforzare valori positivi nel trattare gli altri con rispetto e dignità.

Il Difensore Civico e il CORECOM hanno ideato La Rete siamo noi, una guida per genitori sull’uso sicuro del cellulare e della rete internet da parte dei ragazzi e delle ragazze.

La rete siamo noi. Guida per i genitori - Il Difensore Civico, CORECOM (862,5 KB)

Il CORECOM e il Difensore civico della Regione Emilia-Romagna, particolarmente sensibili alla tematica della tutela dei minori e da anni impegnati rispettivamente in attività di educazione ai media e di educazione alla cittadinanza e alla legalità, hanno sviluppato un progetto sperimentale “La rete siamo noi” di prevenzione e contrasto rispetto al cyberbullismo (cyberbullying) e alla pedopornografia.

La rete siamo noi. Report sull’uso del cellulare e della rete internet (a cura di) E. Buccoliero, R.Tirrotta (2,6 MB)


 

“La rete siamo noi” intende approfondire il rapporto tra adolescenti e nuovi media attraverso una ricerca sull’uso di internet e del cellulare.

CORECOM Emilia Romagna
Difensore Civico

Prevenire il cyberbullismo

In una ricerca di Ybarra Mitchell (2004) durante queste interazioni online, più del 50% degli adolescenti riporta uno scarso monitoraggio da parte dei genitori, il 7% riferisce che i loro genitori sanno dove essi sono e il 9% che i loro genitori raramente sanno con chi sono quando non si trovano a casa.

I genitori sono un eccellente punto di partenza per rendere l’uso delle nuove tecnologie responsabile e sicuro: 

• monitorare l’attività del proprio figlio mentre è online. Questo può essere fatto in maniera informale attraverso un’attiva partecipazione e supervisione durante le interazioni online di tuo figlio, oppure in maniera formale attraverso l’uso di software.

• Mettere il computer in un luogo visibile. Non si tratta di violare la privacy dei propri figli ma far capire loro che il computer e le sue applicazioni sono una risorsa che va condivisa.

• Con i bambini utilizzare il Parental Control o Filtro famiglia: ha molte categorie di filtraggio di testi con diversi livelli di sensibilità per ciascuna; può bloccare totalmente immagini, video, audio, eseguibili, Flash, PDF. Si possono compilare elenchi di indirizzi di posta elettronica e di messaggeria istantanea consentiti, per creare un ambiente protetto di dialogo in rete. I genitori possono scegliere i siti a cui si può accedere, impedendo l'accesso a tutto il resto. Alcuni permettono anche di evitare che i figli possano cambiare l'impostazione.

• Con preadolescenti ed adolescenti coltivare e mantenere una comunicazione aperta e sincera affinché essi si possano sentire pronti e disposti a confidarsi con voi nel caso vivano qualcosa di spiacevole e un forte stress nel cyberspazio.

Campanelli di allarme

Se vostro figlio diventa isolato o ossessivo nell’uso di internet potrebbe essere vittima o perpretatore di cyberbullismo. Bisogna, quindi, prestare attenzione ad alcuni segnali di allarme:

Si stima che circa un terzo di chi subisce atti di cyberbullismo (cyberbullying) non lo segnala. E’ necessario, quindi, rompere il clima di silenzio in cui il cyberbullismo (cyberbullying) si sviluppa ed insegnare ai ragazzi a chiedere aiuto e a parlarne.

isolamento rispetto alle normali interazioni con la famiglia e gli amici ed eccessivo tempo trascorso online.

Spegnimento del computer o cambiamento rapido della pagina di internet quando entrate nella stanza.

Cambiamento improvviso nelle abitudini di uso di internet ed evitamento dell’utilizzo del computer.

Marcato cambiamento nei comportamenti, pensieri, autostima ed atteggiamenti.

Decremento significativo nella frequenza scolastica e nel profitto scolastico. 

Preoccupato o arrabbiato durante o dopo l’uso del computer o del cellulare.

Come sostenere le vittime di cyberbullismo

Un giorno, controllando la posta elettronica, notai l'email di uno sconosciuto che diceva di conoscere la password del mio indirizzo email, i miei dati personali (nome, cognome, indirizzo, numero di cellulare ) e che possedeva alcune foto personali che ho nel mio computer, minacciandomi di divulgare i miei dati se non gli avessi fornito i dati della carta di credito di mio padre. Il giorno dopo mi ritrovai la stessa email mandata cinque volte sempre dallo stesso sconosciuto. Incominciai a preoccuparmi continuando comunque a pensare che si trattasse di uno scherzo, e decisi di cancellare quelle email.
Mentre ero a scuola, mio padre, usando il mio computer, aprì per sbaglio la mia casella di posta elettronica e notò alcune email che lo sconosciuto mi aveva nel frattempo mandato.
Una volta tornato da scuola, mi avvisò dell'accaduto e, molto arrabbiato a causa del mio silenzio, ci recammo subito alla polizia postale della mia città, dove raccontai tutta la vicenda. In conclusione, il cyber-bullo fu rintracciato e denunciato.

Le ricerche (Li, 2007) sono concordi nel sottolineare che molto spesso le aggressioni, a differenza di quanto avviene per il bullismo tradizionale, sono attuate da sconosciuti. Infatti, una percentuale molto alta di vittime non conosce l’identità dell’aggressore (40,9%). Questa percentuale è ancora più elevata in altri studi e arriva fino al 50% e al 57% (Kowalski, Limber, 2007; Wolak et al., 2007). La percentuale di anonimato cresce sensibilmente arrivando al 69%, quando si prendono in considerazione le aggressioni che avvengono solo tramite internet. 

• Salvare i documenti, cioè copie di messaggi, websites e instant-message.

• La prima offesa, se di carattere minore, può essere ignorata, cancellata o si può bloccare chi l’ha inviata attraverso programmi filtro.

• L’azione del cyberbullo può essere segnalata ai moderatori delle chat o ai proprietari dei blog. Alcuni websites, come Myspace, hanno un help center che fornisce un link a cui segnalare profili offensivi.

• Se la persecuzione è insistente ed i messaggi contengono minacce o ricatti, l’azione persecutoria può essere segnalata alla Polizia Postale.

• Risalire all’identità della persona, che ci invia messaggi minacciosi e malevoli, è possibile. I server Proxy sono computer che funzionano da intermediari fra una workstation e Internet. Quando ci connettiamo a Internet, in tutti i siti visitati verrà registrato l’indirizzo Ip assieme ad altri dati (per esempio, data e ora del nostro ingresso). Attraverso l’ indirizzo Ip si può facilmente risalire all’identità dell’aggressore, basta richiedere al provider i log di quel determinato giorno a quell'ora.

Maria è una ragazza di 15 anni. Da qualche tempo subisce prepotenze da parte di Lucia, incoraggiata dalle compagne. I problemi di Maria crescono gradualmente dalle prese in giro in corridoio ad imbrattare il suo diario o rovinare le sue cose.
Quando Maria, al termine di una lezione, scopre che le hanno strappato il giubbino, decide di parlare con l’insegnante. Lei però deve raggiungere un’altra classe e le propone di incontrarsi alla fine della mattina. Maria non ha voglia di aspettare e decide di cavarsela da sola. All’ora seguente, in palestra, affronta Lucia direttamente e la mette in imbarazzo davanti alla classe. Lucia e le compagne decidono di vendicarsi e, quando Maria è in bagno, spalancano la porta e la fotografano e la filmano con il cellulare. La mattina seguente tutti hanno già ricevuto le foto e il filmato. Maria pensa che tutta la scuola si stia divertendo alle sue spalle (Bullismo elettronico, Genta, Brighi, Guarini,2009, p. 94).


• Se l’aggressore è un altro studente, è importante segnarlo alla scuola.

• Se l’aggressore è conosciuto, possono essere contattati i genitori e mostrate le prove degli atti aggressivi. Chiedete loro che le prevaricazioni smettano immediatamente e se, i genitori non sono disponibili, potete contattare la Polizia Postale e segnalare l’accaduto.

• Sostenete emotivamente vostro figlio se si sente triste o a disagio senza sottovalutare l’accaduto, ma invitandolo a discutere e ad aprirsi.

La Rete Siamo Noi - Guida per i genitori

La Rete Siamo Noi - Guida per i genitori (824,9 KB)

Bibliografia per genitori

Boretti, P. (2002), Famiglia e internet, San Paolo Edizioni.

Desautel, D.J. (2001), Internet in famiglia, Mondadori Informatica.

Tonioni, F. (2011), Quando Internet diventa una droga, Einaudi Torino.

Panuccio Dattola, F. (2009), Minori e Internet, Giappichelli Editore.

Papert, S. (2006), Connected Family. Come aiutare genitori e bambini a comprendere l’era di Internet, Mimesis.

Poli, I., Sturlese, L. (2004), Minori in Internet. Doni e danni della rete. Atti del Convegno (Napoli, 16-17 novembre 2001), Franco Angeli.

 
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